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Il Camino dos Faros è un percorso straordinario lungo la costa nord-ovest della Spagna, la Costa da Morte. Scogliere frastagliate che sono state testimoni di grandi naufragi, ampie spiagge, estuari, dune bianche, piccoli borghi di pescatori.

Un cammino di impegno medio, con tre tappe lunghe, che permette di percorrere 200km in 8 giorni, con un faro per ogni giorno di cammino.

L’arrivo è a Finisterre, la fine del mondo, il punto estremo della Spagna.

Dal 29 agosto al 7 settembre, con volo da Milano-Bergamo.

Si cammina con lo zaino di giornata, è previsto il trasporto bagagli.

Si partirà con un piccolo gruppo, minimo 6 persone – massimo 10.

Se siete interessati compilate il modulo di seguito oppure scrivetemi direttamente vtonella@anthora.it

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    Situato nelle Hautes Alpes, il Queyras ha ben 29 cime che superano i 3000 m.

    Su una superficie di 65.000 ettari, il Parco naturale regionale del Queyras è la patria di una importante fauna e flora. Spazio privilegiato di camosci, marmotte, lepri e galli cedroni, è un territorio perfetto per gli appassionati di escursionismo.

    Oltre alla sua natura incontaminata, alternando boschi, gole e laghi di montagna, si possono anche scoprire villaggi tradizionali, tra cui il bellissimo villaggio sotto la tutela della sovrintendenza di Saint-Véran, ma anche l’imponente fortezza arroccata di Chateau Queyras, e un importante patrimonio rurale composto di cappelle, capitelli, meridiane e fontane.

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      Millenni di anni fa, era praticamente occupato dalle acque e solo nel Terzario, si formò insieme alle Alpi.

      Le gole costituite da coralli, fossili e calcare, si sono modellate nel corso dei millenni soprattutto durante l’era glaciale mentre l’erosione che ha formato le gole la si deve al continuo lavorio del fiume che, scendendo prepotentemente verso valle, è riuscito a scavare le alte pareti fino a tramutarle in vere e proprie gole degne di un canyon del Colorado.

      Le profonde gole del fiume Verdon spaccano la terra per 25 chilometri creando il canyon più impressionante d’Europa, grazie alle sue pareti a strapiombo sul fiume verde smeraldo alte fino a 1500 metri, immerse in una natura lussureggiante e rigogliosa.

      Le strade che costeggiano le gole offrono paesaggi davvero mozzafiato, splendidi percorsi da fare a piedi e meravigliosi villaggi arroccati che sapranno incantare i visitatori.

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        La piccola isola di Hierro non ha nulla da invidiare alle sorelle più grandi delle Canarie. Anzi!

        Ha una varietà di ambienti notevole, dalla foresta di laurisilva sulle alture, alla sabinera con gli alberi secolari piegati dal vento, a malpais di lave variegate.

        Posta al Meridiano Cero, dove finiva il mondo, è una meta da scoprire a piedi, lentamente.

        Il programma si svolge al Hierro e le ultime due notti saranno a Tenerife, da cui c’è il collegamento diretto per l’Italia

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          Secondo la leggenda, Dio ha creato la Provenza con tutte le cose belle che gli erano rimaste dalla creazione del mondo! Questa regione, che affonda i piedi nel Mediterraneo e la testa nelle Alpi, offre un immenso ventaglio di paesaggi variopinti. Tutto è musica in questa regione, persino il vento, che si chiami mistral o tramontana.

          La Provenza costituisce una delle grandi mete del turismo internazionale, grazie al suo clima mite che beneficia dell’influenza del Mediterraneo, la Natura è la protagonista assoluta di questa regione francese.

          Gli innumerevoli fossili incrostati nel calcare testimoniano una storia iniziata oltre cento milioni di anni fa, con l’accumulo di sedimenti sui fondali, e in seguito da un sollevamento nell’era Terziaria, l’epoca della formazione delle Alpi. L’erosione ha accentuato le fratture, per dare origine al tormentato rilievo che osserviamo oggi.

          Conosciute in tutto il mondo per i panorami unici, la formidabile biodiversità e il patrimonio culturale, è solo nel 2012 che acquisiscono lo status di Parco Nazionale. Unico parco in Europa che combina terra, mare e zone periurbane, beneficia da allora di una protezione rafforzata attraverso un regolamento speciale.

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            Viaggiare e camminare a Capo Verde, nell’isola di Santo Antão, significa immergersi in una realtà ancora autentica, a contatto con gente semplice e ospitale, che accoglie il trekker con un sorriso e offre quello che ha, con il piacere di condividere e di scambiare qualche parola.

            Disabitate al tempo della loro scoperta, le isole dell’arcipelago hanno iniziato a diventare rilevanti durante le grandi esplorazioni degli Oceani, grazie alla loro posizione strategica tra Africa e Americhe. Durante il periodo coloniale sono diventate crocevia della tratta degli schiavi. L’incrocio di razze e di influenze ha dato origine ad una cultura creola vivace e intensa, dove l’accoglienza è ancora un valore autentico.

            Le due isole di Santo Antão e São Vicente sono poco contaminate dal turismo di massa che ha stravolto altre isole più note dell’arcipelago.
            Durante il viaggio si percorreranno le antiche vie di collegamento tra i villaggi dei pescatori e i sentieri montani che portano alle terrazze coltivate dell’interno.

            Un vero presepe naturale da scoprire in fretta, prima che i segni dello sviluppo turistico stravolgano il territorio e contaminino la cultura della gente. Le terrazze aggrappate alla montagna dove si coltivano caffè, canna da zucchero e banane, sono una costante di quest’isola vulcanica che nella Tope de Coroa raggiunge i 1900m.

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            Madeira ha molto da offrire all’escursionista.

            Le levadas, le antiche condutture scavate nella roccia, per trasportare l’acqua dalle sorgenti ai terreni coltivati, sono fiancheggiate dai sentieri di manutenzione lungo i quali si può agevolmente camminare,  costeggiarle per chilometri, tra i terrazzamenti del terreno, accompagnati dal lento e riposante scorrere dell’acqua. La loro costruzione fu iniziata nel XV secolo, grazie anche al lavoro degli schiavi e oggi possiamo ammirare questo sistema di irrigazione capillare di oltre 2100 km, tuttora funzionanti e ben manutenuti.

            Ma Madeira non è soltanto camminata: vi sono altre ragioni per visitare l’isola. Il madera, vino tipico che si può degustare in numerosi locali come aperitivo, le ‘cassa de colmo’ di Santana, con il tetto di paglia, ritenute un’invenzione originale dell’isola; le slitte di vimini, guidate da due uomini nel tradizionale abito bianco. E poi i fiori, i numerosi giardini botanici, il festival dei fiori in primavera, ma le fioriture sono garantite tutto l’anno.

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